17 novembre 2014

Il mio Adda

In questi giorni ha piovuto tantissimo e non ha intenzione di smettere.
Tuttavia, questa domenica, c’è stato un bellissimo sole che ha colorato di verde i prati e ha calmato un po’ l’umore del Padre Adda che ha abbracciato con tale vigore La Muzza, da avere allagato anche la bella area pic nic.

Amo l’acqua, amo i fiumi, amo l’Adda!Padre Adda

Cassano d'Adda

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17 luglio 2014

Andando per Boschi a legger Fiabe

Qualche post fa avevo parlato di San Giovanni Bianco (BG) e del bel concorso di fiabe che vi si svolge fino al 3 agosto.
Ebbene, domenica scorsa sono andata nella Radura dei Pensieri a leggere le fiabe e a votarle, ovviamente.
E’ bello sapere che esistono davvero luoghi magici e che, soprattutto, esistono persone in carne ed ossa che li accudiscono e li proteggono.
La cultura non è solo nozionismo o pagine polverose dei libri, la cultura è anche l’amore per il luogo in cui viviamo e la consapevolezza che QUESTO mondo è bellissimo!

L’ingresso nella radura è sormontato da una grande lastra di legno che reca le seguenti parole: “LA CULTURA E’ UN BENE IRRINUNCIABILE” e, addentrandosi lungo il sentiero, si scoprono gnomi, fate, folletti che chiedono di non calpestare i mirtilli e panche e tavoli sui cui sedersi e ascoltare la voce del bosco.

Qualche gatto ramingo vi potrebbe spiare mentre leggete le tante fiabe appese agli alberi e, se siete attenti e golosi, potreste perfino trovare delle dolcissime fragoline di bosco.

Ringrazio moltissimo il B&B Sopra il Portico per quest’idea e ringrazio anche tutte le persone che si occupano della radura e della sua conservazione.
I boschi sono i veri templi che collegano l’uomo al divino. Gli antichi avevano ragione.

Folletti che si nascondono tra le foglie.

Folletti che si nascondono tra le foglie.

Le panche coi tavoli.

Le panche coi tavoli.

Gnometti o spiriti abitatori degli alberi.

Gnometti o spiriti abitatori degli alberi.

Non calpestare i mirtilli.

Non calpestare i mirtilli.

L'ingresso della Radura: "La cultura è un bene irrinunciabile".

L’ingresso della Radura: “La cultura è un bene irrinunciabile”.

7 luglio 2014

Giugno… è volato via.

A volte si ha la sensazione di non avere abbastanza braccia per fare tutto e si percepisce chiaramente che una sola testa non basta per contenere tutti i pensieri.
In questo mi sento simile al Dottore: “Troppi pensieri, mi serve una testa più grande!”
E si fluttua nell’aria in attesa delle vacanze nella speranza di poter fare tutto quello che non si è riusciti a fare prima, ma tanto – si sa – sono speranze mal riposte.

Che periodo strano l’estate: ultimamente non la sopporto. Vuoi per il caldo, vuoi per le decisioni da prendere, rapporti da riadattare, amicizie da rispolverare… che fatica! E menomale che la chiamano “VACANZA”.

Vacanza?

No, amici miei, vacanza è l’INVERNO e i vecchi lo sapevano benissimo, perchè l’estate era il periodo del lavoro, dell’aratura dei campi, della preparazione delle provviste e ogni altra attività che l’estate consente (tra cui prendere il sole, pescare, fare corone di fiori, ballare e cantare).

E invece va a finire che non ci fermiamo mai. Mai.

E l’inverno è il periodo della fatica fisica e mentale, mentre l’estate è il periodo della fatica sentimentale, emozionale…
Ho comprato l’altro giorno un blocco per gli appunti della Moleskine.
Sto pensando di riversarci dentro i primi capitoli del terzo romanzo, sulla Primavera e sull’Amore.

L’obiettivo annoso e pericoloso di scrivere sull’Amore è ancora tra i miei (tanti) pensieri, ma sono fiduciosa.
Chissà se userò quel blocco per gli appunti.
Ve lo farò sapere, magari prima che voli via anche luglio.

24 maggio 2014

2^ Concorso Fiabe nel Bosco 2014

Dopo diversi mesi di silenzio forzato, torno con una notizia che mi riempie di curiosità e entusiasmo: parteciperò ad un concorso di fiabe!
Si tratta di un concorso molto simpatico organizzato dal B&B Sopra il Portico di San Giovanni Bianco (BG) e che comprende, ovviamente, premi molto interessanti e succulenti.

Il concorso in sé merita di essere vissuto a tutto tondo, non solo da chi vi partecipa, ma anche da chi legge le fiabe.

Infatti, la lettura è aperta a tutti attraverso un percorso guidato nel bosco dove le fiabe verranno letteralmente appese agli alberi permettendo ai visitatori non solo di leggerle, ma anche di votarle!

Trovo che l’idea sia fantastica, perché inserisce le fiabe nel luogo da cui provengono: gli alberi e il bosco.

Io vi prenderò parte con una breve fiaba sulle fate inedita, ovviamente, e non vedo l’ora di andare a San Giovanni Bianco per fare il percorso fatato e leggere anche tutte le altre fiabe.

Chiunque di voi voglia partecipare, qui sotto trovare il volantino.
Baci fatati a tutti! 🙂

volantino su due pagine

27 gennaio 2014

Il nome di Dentino – Storie semiserie attorno ai roditori

Ci sono criceti che amano il miglio
e vivono all’ombra di un platano o un tiglio.
Ci sono degli altri che sgusciano solo noci
e amano i pettegolezzi e ascoltare le voci.
Ci sono, ancora, criceti cantanti
che ridono e saltano come monete sonanti.

Ma noi or diremo di un cricetino
che, senza volerlo, ven chiamato Dentino.

Quando nacque i suoi bravi genitori
lo portarono sotto il tiglio, con tutti gli onori.
L’intera comunità cricetosa vi era riunita.
In attesa del battesimo, la radura era gremita.
Il Picchio per tre volte chiese il silenzio
e, quando Nonno Criceto finì il suo screzio,
da un rametto basso e tozzo del nostro tiglio,
scese lo Sciamano con un bastone come artiglio.

Grande Criceto era il suo nome,
non per la stazza, ma la misura del suo cuore.
Era un vegliardo dal pelo opaco,
duro d’orecchio e tondo come un caco.
Sorrideva spesso e aveva buone parole per tutti,
per questo gli altri criceti gli regalavano i migliori frutti.

Così, in quel lieto giorno per la comunità,
prese il piccoletto dicendo: “Eccolo qua!
“Un batuffolo di pelo Dio Criceto ci ha dato,
a noi tocca dirgli come verrà chiamato.”

Così, rivolgendosi ai criceti genitori,
lo Sciamano domandò: “Cari Signori,
ditemi il nome del vostro frutto,
così io lo scrivo sulla corteccia tutto.”

“Dante”, dissero in coro mamma e papà
e Grande Criceto: “Non sento, venite più in qua.”
I due, avvicinandosi: “Dante lo chiamiamo”
e Grande Criceto: “Dente. Dunque, scriviamo?”
“DANTE”, ribadirono i genitori imbarazzati
e lo Sciamano: “Dente, sarete accontentati.”

Sorridendo al piccoletto, avvolto nel pelo,
Grande Criceto scarabocchiò con uno stelo
“DENTE” sulla corteccia di Betulla bianca
e nemmeno Nonno Criceto osò protestare dalla sua panca,
perché lo Sciamano, con un sorriso carico di bontà,
convinse tutti che Dente era un bel nome e, si sa,
che Dente può essere diminuito in Dentino:
il nome perfetto per un cricetino.

I criceti hanno ripreso a correre nella ruota e non ho potuto fare a meno di condividere questa mia ultima creazione.
Confesso che mi fa ridere moltissimo e spero tanto che faccia venire il buon umore anche a voi questa storiella. 🙂
Buona notte e tanto pelo a tutti!

Cricetino

8 novembre 2013

23 novembre 2013 – Fiabe con le Spine @ Teatro Arca (MI)

La sagoma di AnnaGiulia stagliata contro il sole di Arcadia

La sagoma di AnnaGiulia stagliata contro il sole di Arcadia

Le fiabe tornano a Milano!
In un Autunno piagnucoloso e coi capelli grigi di nuvole cariche di pioggia, vogliamo ricordare alla città il profumo dell’Estate e delle sue canzoni, il sogno e la magia di Arcadia.
Come dico sempre, “Fiabe con le Spine” non è uno spettacolo ordinario, che viaggia su binari ben allineati. Bensì è un’opera che muta e si trasforma ad ogni nuova rappresentazione e, in questo, è estremamente simile all’Arcadia di cui scrivo.

Non vedrete quasi mai sul palco la stessa struttura delle fiabe, quasi mai ci saranno gli stessi attori dell’ultima volta e mai le musiche saranno uguali a quelle che avete ascoltato la volta precedente.

Per questo, soprattutto per me, rivederlo è un’emozione sempre nuova, una scoperta contornata da grandissima curiosità nel vedere come, anche questa volta, l’abile regia di Laura Bertoli riuscirà a trasformare tutto. Penso che, forse, a furia di recitare il Re dell’Estate, lei si sia trasformata in una fata acquisendone tutti i poteri, in termini di meraviglia, entusiasmo e bravura.

Il 23 novembre, che è un sabato, “Fiabe con le Spine” andrà in scena su un palco che da tempo corteggiavamo, un teatro importante e nel cuore di Milano: il Teatro Arca di Corso XXII Marzo n. 23/15 alle ORE 18.15.

Portate bambini, genitori, amici, parenti, nonni, conoscenti, perché nessuno deve smettere di sognare e di meravigliarsi. MAI.
Con le mie storie cerco sempre di ricordarlo, in primis a me stessa, ma soprattutto a chi mi vorrà leggere.
La magia esiste.

Davvero!

22 ottobre 2013

La Tana in cui vivo

La Tana, in cui da sempre vivo,
la fece Nonna Criceta
scavando tunnel in corsivo
dalle pareti lisce come seta.

Quando tutto fu bello e pronto,
invitò Nonno Criceto per un tè,
che ai tempi non era ancora tonto,
e disse: “Qui si sta bene, neh.”

Poi nacque Babbo Criceto
che ne combinava di guai!
E il Nonno gli urlava dietro:
“Ti do in pasto ai ratti, sai?!”

Alla fine giunse Mamma Criceta
e fu subito chiaro a tutti
che il Babbo ora aveva una meta
a cui portare semini e frutti.

Ogni tanto arrivava lo zio Anacleto
dalla vita sempre avventurosa,
perchè lui era un Esplora-Criceti,
ma la Nonna diceva: “Trovati una sposa.”

Quando nacque la Criceta Burlona
piovevano fulmini e saette
e Nonno Criceto disse: “Ancora!
Le nascite sotto il temporale son benedette!”

E io chi sono, vi domanderete.
Sono il più piccolo cricetino
e, se altre domande mi farete,
per piacere, chiamatemi Dentino.

———-
Un altro scherzo in cui i protagonisti sono di nuovo i criceti.
Ultimamente corrono veloci veloci nella ruota che ho in testa e non posso fare a meno di parlarne.

Soprattutto di Nonno Criceto, il patriarca burbero e un po’ rimbambito.Cricetino nell'erba

16 ottobre 2013

Le domande di Nonno Criceto

Ieri, sul treno, mi è venuta l’ispirazione e ho deciso di scrivere questo piccolo scherzo immaginando un vecchio criceto e  le sue domande esistenziali.

Nonno Criceto
sta nel roseto
e guarda la luna
col naso all’insù.

Domanda il come,
il quando e il percome
la Luna decise
di non stare quaggiù.

Si disse che, forse,
è colpa dell’orse
che mangiano miele
e bacche laggiù.

“Che cosa ne viene
all’Orsa per bene,
mangiare il miele
se tanto non sa

che la Luna è piena,
ha gobba la schiena,
di pane raffermo e
formaggio? Ma,

forse è colpa
della Lepre stolta,
che ha corso veloce
e troppo in là?

Fino ad aver spinto,
col suo piede sospinto,
la bella Luna di miele
tanto in là?”

Così Nonno Criceto,
coi pensieri pieni di aceto
si accorse appena
che poco più in là

c’era Nonna Criceta
che, con voce cheta,
gli disse: “Scemotto,
la zuppa è cotta, vien qua.”

criceto

30 settembre 2013

Fiabe con le Spine @ Lainate (MI) sabato 12 ottobre 2013 ore 16.00

Sabato 12 ottobre 2013 alle ore 16,00 presso l’Auditorium dell’Ariston-Urban Center di Lainate – in Largo Vittorio Veneto, 21 in Lainate (MI) – verrà messo in scena “Fiabe con le Spine“. 
Le mie fiabe serviranno ad aiutare il Dottor Sorriso, Onlus da molto tempo impegnata per portare il sorriso ai bambini ricoverati in ospedale.

Sono molto orgogliosa che le mie fate e la loro magia entrino a contatto con i piccoli e, soprattutto in un’occasione tanto speciale e giocosa.

Come sempre le fiabe saranno rinnovate e, camaleonticamente, si adatteranno al contesto e al pubblico.
Per l’inventiva e per tutto questo è necessario ringraziare Laura Bertoli, intrepida regista, e tutti gli artisti della Compagnia Retropalco. Vi amo, ragazzi!

L’intero ricavato dello spettacolo verrà destinato, anche in questo caso, alle visite dei Dottor Sorriso nei reparti pediatrici. Prima della rappresentazione delle fiabe, saliranno sul palco i clown di Dottor Sorriso ONLUS per uno spettacolo a sorpresa.
Ingresso: adulti 8 Euro, bambini e ragazzi fino ai 15 anni 6 Euro.
 
Se volete trovare qualche altro dettaglio, andate qui: http://www.milanotoday.it/eventi/teatro/fiabe-spine-lainate-12-ottobre-2013.htmlImmagine

 

24 luglio 2013

Embrioni

Non mi piace parlare dei miei prossimi progetti letterari, ma questa volta, forse sospinta da sogni particolarmente acquatici e da immagini feconde, vorrei sbilanciarmi un po’.
Sto scrivendo da un anno circa, con molta fatica e tante interruzioni, il secondo romanzo del ciclo delle Stagioni.

Tuttavia, non è di questo secondo romanzo che vorrei parlare ora.
C’è un embrione, nella mia testa, che nuota e palpita da diversi mesi e, sebbene io abbia anche trovato alcune parole con cui dargli sostanza e corpo, ancora non ho fissato nulla su un foglio; a parte brevi appunti più a favore della mia memoria che della trama.

Ebbene, si tratta di un progetto ambizioso, di qualcosa che mi potrebbe elevare o far sprofondare in un abisso; si tratta di una sfida perchè l’argomento è talmente vessato e inflazionato, che soltanto un animo dedito alle sfide potrebbe affrontare e uscirne vittorioso.

Amore.

Scrivere d’amore in un periodo in cui ne scrivono tutti ovunque sembra quasi un autogoal, ma io vorrei farlo.
Vorrei parlarne in un modo che non risulti abusato, vorrei poter descriverlo sotto aspetti non sempre evidenti e vorrei poter toccare gli animi e avvolgerli nella magia.
L’Amore di cui vorrei scrivere dovrà essere avviluppato nella magia, dovrà trasudarla e usarla a proprio vantaggio, dovrà viverne e morirne.

Ovviamente ci saranno un uomo e una donna.
Ovviamente ci saranno prove da superare.
Ovviamente ci saranno principesse da salvare.
Ovviamente ci saranno vittorie e ricompense.
Ovviamente ci saranno malvagi detrattori e i loro loschi piani.

Tuttavia, la chiave sta nel come tutto questo verrà raccontato.
I topoi sono strumenti nelle mani dello scrittore che li utilizza per diletto o didattica, ma sempre a modo suo.

E’ giunto il momento che anch’io scriva una storia d’amore, una di quelle che mi piacerebbe leggere.tarot___death_and_rebirth_by_art of the empath